ALLA CORTESE ATTENZIONE
DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
CAVALIER SILVIO BERLUSCONI
Gentilissimo Signor Presidente,
mi chiamo Osvaldo Barba e sono un infermiere di 39 anni della provincia di Caltanissetta.
Vivo in maniera sufficientemente dignitosa con il mio stipendio che si aggira intorno ai 1500€, svolgendo un lavoro di grande responsabilità e di scarsissima retribuzione.
Fortuna vuole che anche mia moglie sia infermiera e quindi, la somma delle mensilità che percepiamo ogni fine mese, ci consente di pagare il mutuo, le utenze e soprattutto di non far mancare il necessario a mia figlia Ludovica di nove mesi.
Il motivo di questa mia missiva non è certa la recriminazione sulla esiguità delle cifre salariali percepite (compito questo delegato alle sigle sindacali), ma parlare dell’importanza di quella somma per uno come me, umile padre di famiglia.
Vede, caro Presidente, 1500€ sono esattamente un terzo della somma che, secondo le intercettazioni telefoniche pubblicate su L’Espresso, Lei ha promesso alla escort D’Addario per una notte di sesso.
No, non è che mi scandalizzo per la sua vita privata e per le sue eventuali prestazioni sessuali, ma per il fatto che Lei è il Presidente del Consiglio e, come da manifesti elettorali, si è “autodefinito” operaio, agronomo, metalmeccanico quindi “uno di noi ”, una persona semplice designata ad un grande ruolo istituzionale.
Ma “ognuno di noi”, caro Presidente, vive angosciato con il problema del fine mese che Lei definisce “psicosi da crisi economica”, e quella somma (5000 € promessi alla D’Addario) ad ogni padre di famiglia, servirebbero non per una notte di follie sessuali, ma per 90 giorni di quieto vivere.
Quando La guardo in televisione con quel sorriso sornione che gli è stato “cucito addosso” dai suoi consulenti d’immagine, mi viene in mente che Lei, caro Presidente, nonostante tutti i suoi soldi e suoi successi politici, rimane un “povero di spirito”.
Il suo mondo dorato e le incalcolabili cifre degli inespugnabili conti cifrati dei suoi possedimenti, non hanno e non faranno mai di Lei, caro Presidente, un uomo né immortale né indimenticabile.
Recentemente lo si è visto in televisione in occasione del terremoto di qualche mese che ha colpito l’Abruzzo e il Molise, presenziando incontri e mostrando un volto addolorato e profondamente segnato, ma in quella occasione Lei,
caro Presidente, non si è autodefinito “terremotato”.
Tra i tanti scandali che lo hanno visto protagonista, questo della escort D’Addario, personalmente credo che sia il più devastante per la Sua non propria limpida immagine di uomo, caro Presidente, perché che Lei sia o meno, il “mero utilizzatore finale” (come lo ha definito il suo avvocato) della signora Patrizia, rimane sempre il Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana.
La sua memoria d’elefante non potrà non ricordare lo scandalo Lewinsky che colpì il Presidente americano Clinton, presente nella reminescenza di ognuno di noi perché costantemente ricordato dagli organi d’informazioni, gli stessi che Lei, caro Presidente, in Italia riesce a manipolare a “Sua Immagine e ….Circostanza”.
Spero che Lei, caro Presidente, possa vivere ancora tanti anni, in modo che mia figlia possa vederla e sapere che uno come il Cavaliere, non potrà essere di esempio per nessuno, soprattutto per i figli della famiglie di operai ed impiegati che, magari vivono a stento con i soldi del salario, ma che hanno l’orgoglio e l’onore di vivere per i propri congiunti.
No, caro Presidente, non si chieda o non pensi neanche che io possa essere il prodotto di una macchinazione orchestrata dall’opposizione o da chi Le vuole male; sono un semplice padre di famiglia che si vergogna, in quanato italiano, di essere rappresentato da “uno come Lei”.
La lascio, caro Presidente, con la speranza, se mai dovesse leggere queste righe, che almeno una volta nella vita, si possa vergognare ed anche tanto, delle sue “nefandezze gossippiane” nella veste di rappresentante istituzionale; lo faccia con la consapevolezza, almeno per una volta nella vita, di dare ascolto a quello che buona parte del popolo italiano, pensa della Sua persona.
Distinti Saluti
Osvaldo Barba
www.iltarloinfo.it.gg
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