III ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE “F. MAIORE” DI NOTO (SR) presenta “CHIDDI C’ARICCHI LONGHI”, Sceneggiatura di ROSSELLA SQUASI, Riprese di ANTONIO ALFANO, Illustrazioni di FRANCESCA DI STEFANO, Musiche di CARLO MURATORI e DAVIDE DI ROSOLINI, Regia di GABRIELLA MAUCIERE, Realizzazione di PAGINASCRITTA EDIZIONI - Editoria e Cultura (www.paginascrittaedizioni.com), Produzione di III ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE “F. MAIORE” DI NOTO (SR)
Copyright © 2010 III Istituto Comprensivo Statale “F. Maiore” di Noto (SR)
Dalla cover del DVD
“Chiddi c’aricchi longhi nasce dal racconto in classe di una storia realmente accaduta in Francia e testimoniata da Rose Clare, donna ebrea sopravvissuta ai campi di concentramento. Tale drammaturgia teatrale è il frutto della creatività dell’autrice Rossella Squasi, la quale ha voluto anche dare un seguito videografico all’opera, volto alla riflessione collettiva, alla drammatizzazione scenica degli alunni, come strumento di conoscenza ed esperienza del sé. Dalla risposta partecipativa degli alunni in ambito laboratoriale, si è pensato di rendere questa storia “ripercorribile” cinematograficamente, tramite la realizzazione di un cortometraggio, considerata la attualità del messaggio. Diretto da Gabriella Mauciere, esso pone dunque l’accento sul “non-detto”, su ciò che l’epoca in cui è ambientato, per causa di forza maggiore, impone come “silenzio obbligatorio”; il tutto, attraverso un linguaggio videografico quasi onirico, rarefatto in moviole e spazi silenziosi carichi di intensa e tacita comunicazione. Come fossero pensieri ad alta voce. Come fossero lunghi corridoi interiori da percorrere, appartenenti, in realtà, a qualsiasi persona, a qualunque epoca e a qualsivoglia dimensione, anche quotidiana.
(Redazione PAGINASCRITTA EDIZIONI – Editoria e Cultura)”
Nota critica
Il Progetto Legalità Chiddi c’aricchi longhi (Resp.: Rossella Squasi, Corresp.: Carmen Tordonato/III Istituto Comprensivo Statale “F. Maiore” di Noto – SR) è volto alla partecipazione degli alunni come protagonisti della Storia e della sua stessa metafora quale sinonimo di varie “storie quotidiane” in cui spesso si è in presenza della non accettazione del “diverso”, laddove questi non è considerato come portatore di “unicità” e fonte di scambio antropico-emotivo per migliorarsi come esseri umani ma, al contrario, è ritenuto come colui il quale si debba relegare agli angoli della vita per paura di mettersi in discussione.
Il cortometraggio è stato girato e diretto con la giusta calibrazione di alcuni elementi chiave, tra di loro “contrastanti”, che intervengono a definirlo in una cornice atemporale e senza un luogo potenzialmente precisabile: il registro linguistico vernacolare siciliano, scelto appositamente dall’autrice per meglio esprimere il disagio e il dolore di personaggi legati ad un luogo precisato che al contempo parla di “molte” di quelle considerate come “diversità” da allontanare, non aderenti solamente a situazioni storiche specifiche; la musicalità etnico-arabeggiante di Carlo Muratori, che sopraggiunge a sottolineare la tensione drammatica dei contenuti; l’essenzialità del ritmo di Davide Di Rosolini, che “ac-cade” in determinate scene per un sicuro impatto emotivo delle stesse; le illustrazioni ritrattistiche di Francesca Di Stefano, a metà strada tra la visione istantaneo-fotografica e dunque realistica, quasi documentaristica, e la comunicazione dilatata e intrinseca alle piccole sfumature delle nude matite; l’accuratezza operativa mediante la quale Antonio Alfano segue il complessivo ritmo registico, a tratti cadenzato e mise en abyme, scelto da Gabriella Mauciere.
(Redazione PAGINASCRITTA EDIZIONI – Editoria e Cultura)
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