
Cosa accadde quella notte? Comincia il
processo sulla scomparsa di
Michael Jackson. Un unico imputato e molte circostanze da chiarire, per poi giungere al verdetto. Atteso fra sei settimane, non prima. Si riapre con questo programma il processo sulla
morte di Michael Jackson che vede accusato di omicidio colposo
Conrad Murray, ex medico personale del
re del pop, stroncato da un arresto cardiaco il
25 giugno 2009, a soli 50 anni. A gennaio il processo è cominciato con l'udienza preliminare, ora riprende con la fase dibattimentale, scansato il pericolo di un nuovo rinvio a causa della richiesta, da parte dei legali di Murray, di tenere la giuria isolata per tutta la durata del dibattimento legale. A decidere sul caso sarà il giudice
Michael Pastor. Il medico rischia una condanna a quattro anni di carcere, la difesa sosterrà che Jackson si sarebbe iniettato da sé la seconda dose, quella fatale, di antidolorifici in assenza di Murray.
Il
Propofol killer - Che cosa è veramente accaduto quella sera di giugno 2009? In quegli attimi che sono costati la vita al re del pop
Michael Jackson alla vigilia di un tour grandioso che lo avrebbe dovuto rilanciare? Sarà il processo di
Los Angeles a dover ricostruire lo svolgimento dei fatti. Secondo l'accusa Conrad Murray avrebbe somministrato all'artista dosi massicce di Propofol, un potente anestetico impiegato di norma soltanto in sala operatoria, usato dal cantante per combattere l'insonnia, e fatale per il cuore di Jackson. Le prime testimonianze - Il primo testimone sentito dai giudici dell'udienza preliminare, lo scorso gennaio, è stato
Kenny Ortega, coreografo e regista del film documentario
This Is It, che contiene il montaggio delle riprese durante le prove del tour che sarebbe dovuto cominciare a luglio 2009 alla O2
Arena di Londra. Ortega ha detto che durante le prove del 19 e 20 giugno Jackson tremava e parlava con voce debolissima, che in quella occasione il dottor Murray si spazientì perché il coreografo aveva preso la decisione di rimandare un indebolito Michael Jackson a casa. Ha detto anche che Murray negava che Michael fosse in precarie condizioni di salute. La seconda testimonianza è stata fornita da
Faheem Muhammad, una della guardie del corpo di Michael Jackson, il quale ha dichiarato di essere stato presente durante l'attacco cardiaco subito dal cantante nella sua residenza. Murry tentò un disperato massaggio cardiaco, poi chiese se qualcuno conosceva persone in grado di eseguire tecniche di rianimazione. Infine chiamò un'ambulanza e lasciò la casa di Jackson per andare a mangiare, mentre Prince e Paris piangevano, disperati. Un'altro addetto alla sicurezza della residenza del re del pop, Michael Amir Williams, ha dichiarato che durante le ore trascorse in ospedale, in attesa di
notizie sul ricovero di Jackson, Murry insisteva per essere riportato a casa del cantante e prendere delle creme che l'artista usava, e il cui uso sarebbe stato sconveniente rivelare ai mezzi di informazione.
Sempre più avvincente il libro "
Michael Jackson - Una morte poco chiara". Michael Jackson: dubbi, incertezze ed analisi su una strana
scomparsa. E'
Mirjana Kovacic, l'autrice del libro "Michael Jackson - Una morte poco chiara", pubblicato da
Lulu, che ci racconta le stranezze e le incongruenze che si sono susseguite dal giorno della scomparsa del re del pop, Michael Jackson. Tantissime persone credono fermamente che
Michael Jackson sia ancora vivo e, le notizie raccolte in questo libro, riescono a suscitare qualche interrogativo in merito ad una possibile esistenza di un'altra verità ancora oggi nascosta. Scrive Mirjana Kovacic "se dal punto di vista artistico Michael ha avuto un successo planetario, la sua vita privata è stato esattamente il contrario. Nonostante ricevesse premi e riconoscimenti, il suo privato è stato molto travagliato. È stato usato, accusato e criticato apparendo come una persona sola con due vite ben diverse". E' stato, e sarà per sempre, una persona che con le sue
canzoni e la sua musica, ha conquistato una folla enorme di fan, riuscendo a farsi amare da più di una generazione. Le sue canzoni sono adorate dai giovani di oggi come da quelli di ieri. I suoi concerti erano seguiti da migliaia di persone perché il re del pop dava al pubblico tutto se stesso ed è quello che ha fatto per tutta la sua vita. Le sue canzoni sono conosciute in tutto il mondo. Il suo modo di ballare è ancora oggi il più imitato dai ragazzi.
Michael Jackson è una di quelle persone che, grazie a ciò che ha fatto, lascerà sulla terra un bellissimo ricordo.
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