Anche nella classifica dei parchi e giardini pubblici cittadini, evidentemente, c’è competizione e si può salire e scendere, a seconda di questo o quel punto di vista. Se si ha qualche ora durante il proprio soggiorno in hotel a Milano, per esempio, si potrebbe andare a godere della pace della natura all’interno del Parco Lambro.
Posto a circa 6 chilometri dal centro, in direzione nord-est, è stato realizzato nel 1936 e per moltissimi anni è stato ritenuto il parco per definizione dai cittadini, oltre che quello più grande, arrivando ad oltre novecentomila metri quadrati di superficie.
Poi, da un lato i lavori della tangenziale, che lo taglia letteralmente in due, gli hanno sottratto parte della sua area; dall’altro l’inquinamento massivo degli anni Settanta resero le acque infestanti e il parco una specie di rifugio-ritrovo per spacciatori, prostitute, concerti più o meno rave di ragazzi e ragazze completamente nudi, secondo il costume ed il sentire della famosa Beat Generation.
Negli anni Ottanta il Parco Lambro, quasi oramai dimenticato da tutti, ottenne la sua seconda possibilità ed un nuova vita grazie al lavoro della comunità Exodus di Don Mazzi, che ebbe la capacità di riabilitare molti ragazzi di quella zona e realizzare una grande cooperazione che portò al completo recupero dell’area.
Oggi rimane un’area verde di quasi 800.000 metri quadrati, con laghetto, fiume, numerose aree dove praticare sport o sedersi per gustarsi al meglio un libro e un po’ d’ombra.
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