«Presidente, perché non possiamo viaggiare all'estero? E perché a Cuba servono due, tre giorni di lavoro per comprare uno spazzolino da denti?». I tanti italiani che colgono le offerte last minute Cuba, forse, non immaginano che lo splendore dell’isola, sotto certi punti di vista, è fine a se stesso. Un video filtra dall'isola e conquista Internet, aprendo interrogativi sui cambiamenti in corso. E' una registrazione di qualche settimana fa: un gruppo di studenti della Facoltà di informatica discute con Ricardo Alarcon, presidente del Parlamento e da anni uomo di vertice della nomenklatura. Il video dura appena quattro minuti, ma si capisce che il dibattito è acceso e franco. Mostra le domande di due studenti e le risposte di Alarcon, cortese e non troppo meravigliato.I giovani non sono dissidenti, appartengono alla gioventù comunista. Eppure pongono questioni cruciali, che toccano l'essenza stessa del regime. Alejandro, riccioli neri, pizzetto e maglietta della Puma, vuol sapere perché è costretto a votare per una lista unica di candidati, che non conosce. «Come faccio a sapere che meritano il mio voto? Chi sono? Ho solo visto le loro foto appese sul muro del ristorante...». Era stato lo stesso Raul Castro, in successione «temporanea » al fratello Fidel, ad esortare i cubani a discutere di più, a confrontarsi sui problemi della vita quotidiana. Ma è impensabile, allo stato delle cose, che l'invito possa estendersi agli argomenti toccati dagli studenti, come il partito unico, l'egualitarismo nei salari e la restrizioni di movimento. Dalla glasnost al crollo dell'autoritarismo, i cubani lo sanno bene, il passo può essere assai breve.
Network comunicati stampa gratis: Pizza a domicilio - Adottare cani - Promuovere sito gratis - Agriturismo Cortona - Borsa italiana in tempo reale